sabato, 23 gennaio 2010

Per la milionesima volta avrei voglia di scrivere su Genova e sulla notte; ma tanto sarebbero cose che non è possibile esprimere a parole. Mi accontento di dire che ogni tanto fa bene un bel giro per Genova, fatto per contemplare le sue bellezze e riflettere sulla sua varietà.

postato da: Vincyfed alle ore gennaio 23, 2010 00:20 | Permalink | commenti
categoria:riflessioni
venerdì, 15 gennaio 2010

La Hasbro, casa produttrice di Trivial Pursuit, ha organizzato sul sito http://www.trivialpursuitexperiment.com/index.php una sfida tra uomini e donne di tutto il mondo. L'idea è carina, peccato che tra le lingue disponibili per rispondere alle domande manchi l'italiano e non è semplice rispondere a domande sui telefilm o i personaggi famosi inglesi... Facendo un paragone un po' superficiale con l'edizione italiana "in cartone" ho notato che le domande presenti su internet sono più orientate verso la cultura popolare, fumetti, musical, televisione e come al solito le domande di storia sono molto aneddotiche.

postato da: Vincyfed alle ore gennaio 15, 2010 15:38 | Permalink | commenti
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mercoledì, 02 dicembre 2009
Stasera alla mia prima esperienza come membro di Consiglio d'Istituto mi sono preso l'incarico di curare la comunicazione via internet per la scuola in cui lavoro. Non si tratterà di mettere su un sito (cosa di cui non sono capace), ma penso di sfruttare tutte le altre risorse più semplici, come i blog, facebook, youtube e magari anche twitter e myspace; l'idea mi ispira un casino, ho già varie idee!! Domani inizierò a metterle in pratica...
postato da: Vincyfed alle ore dicembre 02, 2009 00:17 | Permalink | commenti (1)
categoria:scuola
venerdì, 06 novembre 2009
I fell right into the Arms of Venus de Milo

Venere di Milo
postato da: Vincyfed alle ore novembre 06, 2009 13:49 | Permalink | commenti
categoria:musica
domenica, 01 novembre 2009

Sul numero di questo mese della rivista Xl c'era un interessante cd intitolato 1969-2009 Woodstock reinterpretato dalle migliori band italiane, che raccoglie alcune cover registrate durante l'Italia Wave Love Festival della scorsa estate. Non mi soffermo sulle celebrazioni del quarantennale dello storico festival ma faccio solo alcune considerazioni sulle cover scelte (anzi neanche su tutte, per essere precisi!).

Intanto per esprimere un giudizio di massima ad uscire positivamente sono le interpretazioni vocali di molti brani più che gli arrangiamenti, bellissime allora le versioni di Summertime di The Niro, di Freedom delle Luci della centrale elettrica, con una coda parlata emotivamente molto forte e anche la Piece of my heart di Marina Rei ne esce benissimo soprattutto per la voce piuttosto che per l'arrangiamento. Grandissimi anche gli Afterhours nella lunga suite Judy Blue eyes (avevano suonato il brano anche nel loro concerto di settembre a Genova ma non all'epoca non conoscevo la canzone). Bugo ha reso con il suo stile Fire di Jimi Hendrix mentre i punti veramente dolenti sono le due cover degli Who proposte: Caparezza (“aiutato” da Bugo alla chitarra) dà una versione da cabaret di My generation dimostrando di non aver capito nulla del brano che cantava (e sbagliando anche alcune frasi del testo che nel suo inglese non hanno senso), i Ministri fanno suonare I can't explain come avrebbe fatto una cover band scadente dei White Stripes: strimpellando all'unisono sui pochi accordi della canzone. Di routine la versione di With a little help from my friends suonata Giuliano Palma e i bluebeaters mentre strana e un po' pretenziosa la White rabbit del supergruppo Beautiful (i Marlene Kuntz, Gianni Maroccolo e Howie B).

postato da: Vincyfed alle ore novembre 01, 2009 12:35 | Permalink | commenti (1)
categoria:musica, recensioni, cd
martedì, 27 ottobre 2009

C'era una volta un Ministro dell'Istruzione che inventò per la scuola la formula magica delle Tre I: Impresa, Inglese e Internet. Qualcosa però andò storto sin dall'inizio: Impresa era evidentemente la prima parola con la I che era venuta in mente al Ministro e infatti non aveva nulla a che fare con quello che gli studenti dovevano fare; l'Inglese lo sapevano bene solo quelli che lo avevano imparato fuori dalla scuola e Internet era frequentato solo da bulli e folli che mettevano le loro bravate su youtube, da pedofili che adescavano le loro prede sui social network e da attentatori dell'autorità che incitavano alla violenza contro i politici. Ben presto la scuola dovette prendere le distanze dall'uso periglioso del computer, e qualunque presona di buon senso avrebbe fatto senza dubbio lo stesso.


Vediamo solo una morale della favola: l'Italia non riesce ad utilizzare le nuove tecnologie in maniera seria e fruttuosa. Rispetto ad altri Paesi europei l'utilizzo che facciamo di internet è molto limitato: si preferisce ancora fare compilare mille carte al posto di organizzare dei moduli più pratici su internet (oppure si attivano procedure non molto chiare, come sa bene chi ha aggiornato le graduatorie per l'insegnamento nel corso della scorsa estate...), gli acquisti da siti italiani sono poco affidabili ma soprattutto, cosa più grave di tutte, gli altri media danno un'idea molto distorta del web.

Provate a fare mente locale: quando un telegiornale parla del cosiddetto ”Internet 2.0” -cioè quello in cui l'utente può pubblicare dei contenuti? solamente quando si spulcia nei blog di giovani assassini, possibilmente fotogenici e magari con possibilità di scavare nella perversione (i due accusati del delitto di Perugia). Oppure si citano ragazzi che non hanno nulla di meglio da fare se non riprendere le loro violenze per diventare star di Youtube, stupratori che pescano nel mare di Facebook le loro prede che tanto non aspettano altro che apparire nella maniera più provocante possibile. Attenzione, non voglio sottovalutare i pericoli dell'adescamento su internet o della diffusione dell'immagine della violenza, semplicemente voglio fare osservare la visione che normalmente dà la televisione. L'unica eccezione vista solitamente con simpatia sembra essere Twitter, che però in Italia non è ancora decollato e che mi sembra una versione magari più accattivante ma di sicuro più povera dei blog.

Riprendo solo due fatti di attualità legati al mondo di internet: il primo è quello dell'allarme lanciato da Berlusconi sulla sua incolumità per via dell'esistenza di un gruppo su Facebook intitolato “uccidiamo Berlusconi”. In effetti bisognerebbe controllare i gruppi che vengono fondati con tanta facilità, se vogliamo parlare di gruppi che vano subito chiusi forse è i caso di citare quelli a sfondo razzista, o che incitano alla violenza sociale da varie parti, ma si è preferito scegliere un caso molto particolare per generalizzare, ancora una volta, e dare una visione potenzialmente pericolosa di internet. L'altro fatto è la falsa tempesta di neve su San Pietroburgo: venerdì sera fonti vicine a Berlusconi avevano dichiarato che il presidente del consiglio non potesse partire dalla città russa a causa di una tempesta di neve: è bastato fare un giro sui siti di meteo per verificare che non c'era traccia di nevicate sui cieli pietroburghesi...

Il governo, le televisioni e chi ha la possibilità di comunicare devono capire che è importante utilizzare internet, così come tutti i mezzi di comunicazione, nella maniera migliore, senza esaltarli o demonizzarli. In quanto mezzi di comunicazione poi è necessario essere educati a saperli usare, essere alfabetizzati; che significa non solo sapervi accedere (aprirsi un profilo su Facebook o un account su Myspace) ma anche conoscere le regole di comunicazione, i rischi e le potenzialità. Solo così riusciremo ad essere un Paese che sa sfruttare bene le sue risorse.

postato da: Vincyfed alle ore ottobre 27, 2009 00:23 | Permalink | commenti
categoria:riflessioni
mercoledì, 21 ottobre 2009
Da un po' di tempo sto trascurando di scrivere per il blog; anzi per essere precisi non sto scrivendo per niente... eppure di cose ne sono successe! Dal viaggio a Londra, a quello al Mongioie, dalla morte di Shana alla presenza a concerti di cui varrebbe la pena di parlare. Spero nei prossimi mesi di ritrovare il tempo di mettermi a riflettere su ciò che accade attorno, ogni tanto questi periodi di pausa nella vita del blog ci sono...
postato da: Vincyfed alle ore ottobre 21, 2009 23:09 | Permalink | commenti
categoria:riflessioni
lunedì, 14 settembre 2009
Oggi inizia per molti la scuola. Ed ecco che si viene ad allargare il fronte degli attacchi a chi protesta per il modo in cui la scuola pubblica è trattata. Ieri in tarda serata il sito del Corriere diceva che la prima puntata di Ballarò, sui precari della scuola, slitterà di una settimana a causa di una puntata-leccata di Porta a Porta sulle case consegnate agli abruzzesi (w il Governo e le sue buone azioni!). Oggi invece scende in campo proprio Lei: il ministro, con questa onorevole intervista. Leggetevela, ma dopo tutto: Buon anno, ragazzi!

«Via dalla scuola i prof che fanno politica»

Gelmini: «Ci sono docenti e dirigenti che non applicano la riforma. Dal prossimo anno solo 30% di immigrati per classe»

Il ministro Mariastella Gelmini (Olympia)
Il ministro Mariastella Gelmini (Olympia)
ROMA — «Ci sono alcuni dirigenti scolastici e insegnanti, una minoran­za, che disattendono l’attuazione del­le riforme». In che senso disattendo­no? «Ad esempio vogliono mantenere il modulo anche se il modulo è stato abolito con il passaggio al maestro unico prevalente». Alcuni docenti, co­me sa, non condividono la riforma. «Criticare è legittimo ma comportarsi così significa far politica a scuola e questo non è corretto. Se un insegnan­te vuol far politica deve uscire dalla scuola e farsi eleggere. Quella è la se­de per le sue battaglie, non la catte­dra ». Comincia l’anno scolastico, il mi­nistro della Pubblica istruzione Maria­stella Gelmini ha appena fatto gli au­guri («in bocca al lupo») agli 8 milio­ni di studenti che da oggi torneranno in classe. Ma, con la protesta dei preca­ri e la manifestazione annunciata dal Pd, questo primo giorno di scuola sembra portare con sé nuove tensio­ni.

Ieri, sul Corriere, Ernesto Galli della Loggia ha paragonato il ruolo del ministro dell’Istruzione a San Se­bastiano, bersagliato da ogni parte e destinato quasi sempre a scontenta­re tutti. Lei è su quella poltrona da un anno e mezzo, si trova d’accor­do?
«È vero, è un ruolo complicato ma non mi sento un ministro particolar­mente contestato. Tempo fa, ricordo, ne parlai con il mio predecessore Lui­gi Berlinguer».

Anche lui ebbe qualche guaio.
«Con un certo senso dell’umori­smo mi disse che ero molto fortunata perché il vero inferno l’aveva vissuto lui, criticato anche dalla sua stessa maggioranza».
Lei non ha questo problema ma oggi ci saranno manifestazioni di protesta in tante città. «Rispetto chi contesta ma sono con­vinta che si tratti di un numero molto limitato di persone».
Limitato?
«Limitato rispetto ai tanti genitori e studenti che non si vogliono più ac­contentare di una scuola mediocre. E che non vogliono sentir parlare solo di organici e di curriculum ma di scuo­la come luogo di educazione, di un servizio che dovrebbe stare a cuore a tutti. Come gli ospedali».

Per rimettere ordine nel campo dell’istruzione Galli della Loggia si augura proprio uno sforzo congiun­to di tutte le forze politiche interes­sate al bene del Paese. Lei ci crede?
«No. Nella mia prima audizione in Parlamento avevo auspicato che tutte le riforme venissero affrontate con uno spirito bipartisan. Dopo un anno, dalla sinistra non ho sentito proposte ma solo invettive contro il governo: se necessario, quindi, andremo avanti da soli. Su questo punto sono delusa dal mio predecessore, Giuseppe Fioro­ni ».
Alcune riforme del ministro Pd, ad esempio sull’istruzione tecnica e sulla formazione, lei però le ha con­fermate.
«Sì, perché sono decisioni che con­divido. Ma credo che ormai Fioroni debba scegliere se fare il responsabile istruzione del Pd, e quindi lavorare per il bene della scuola italiana, oppu­re fare politica punto e basta. Nessuna sorpresa se lui gioca una partita in vi­sta del congresso del suo partito ma non usi la scuola come strumento del­la contesa tra Franceschini e Bersani. La scuola non può essere il luogo del­la protesta della sinistra e della Cgil».
Intende dire che la protesta dei precari è strumentalizzata dalla sini­stra?
«La protesta esprime un disagio rea­le che va rispettato. Ma la sinistra pre­ferisce salire sui tetti per esprimere la solidarietà ai professori e cavalcare il disagio sociale senza assumersi re­sponsabilità per il passato».

Sono solo loro le responsabilità? In questi anni ha governato anche il centrodestra.
«Sono responsabilità che vengono da lontano. Per anni, complici i sinda­cati, si è data la sensazione che ci fos­se spazio per tutti quelli che volevano fare gli insegnanti, per poi lasciarli in graduatoria anni ed anni. Sono state vendute illusioni che si sono trasfor­mate in cocenti disillusioni».
Ma chi aspetta un posto da 20 an­ni ed è ancora precario ha forse tor­to a scendere in piazza e chiedere una cattedra, uno stipendio?
«No, certo. Credo che nei prossimi cinque anni, grazie ai prepensiona­menti, la gran parte di questi precari verrà assorbita negli organici. Ma è fondamentale impedire che nel frat­tempo si allunghi di nuovo la coda. Per questo abbiamo chiuso le sis, le scuole di specializzazione per l’inse­gnamento, e introdotto il numero pro­grammato ».
È vero che il Quirinale ha espres­so dubbi sull’inserimento della nor­ma salva precari nel decreto Ronchi sulle violazioni comunitarie? Servirà un decreto ad hoc?
«Dal Colle non ci è arrivata nessu­na comunicazione ufficiale. Se arrive­rà la rispetteremo anche se resto con­vinta della nostra scelta. In ogni caso sarebbe uno slittamento di pochi gior­ni ».

Ministro, gli stranieri sono sem­pre più numerosi nelle nostri classi. In alcuni casi si arriva al 97 per cen­to degli studenti: va bene così?
«No, rischiamo di creare delle clas­si ghetto. Dall’anno prossimo ci sarà un limite del 30 per cento. Volevamo introdurlo già quest’anno ma non c’erano i tempi tecnici per procede­re ».
L’inglese alla scuola media. La possibilità di aggiungere due ore al­le tre già previste si è scontrata con le ordinanze del Tar del Lazio. Ci ri­proverà l’anno prossimo?
«È vero che ci sono delle difficoltà applicative. Ma, compatibilmente con gli organici, è una strada percorribile già quest’anno. È stata chiesta dal 15 per cento delle famiglie».
E per l’università? Quando crede che arriverà in porto la riforma?
«Tra ottobre e novembre partirà l’esame in Parlamento, spero che il prossimo anno sia operativa».
Anche quest’anno ci sono stati er­rori nei test d’ingresso. È un model­lo da modificare?
«Per medicina c’era solo un errore sul sito internet, l’abbiamo corretto e il quesito sarà conteggiato. Mentre per architettura stiamo valutando se non tener conto di una domanda che forse non era chiara. In futuro i test non saranno più gestiti dalle singole università ma nazionali, per ogni fa­coltà. Così sarà possibile indirizzare ogni ragazzo verso la facoltà più adat­ta al suo talento ed al suo merito».

postato da: Vincyfed alle ore settembre 14, 2009 09:24 | Permalink | commenti
categoria:riflessioni, scuola
mercoledì, 09 settembre 2009
Da Lunedì 7 settembre davanti all'Ufficio scolastico di Genova (l'ex provveditorato) è presente un presidio permanente di precari. Oggi pomeriggio il presidio ha organizzato un lavaggio-vetri per le macchine che beccavano il rosso davanti al provveditorato e la gente ha risposto con simpatia all'iniziativa. In effetti devo dire che alle poche manifestazioni a cui ho partecipato in questi ultimi due anni ho sempre visto molto favore verso gli insegnanti; il segnale è di per sè positivo anche se purtroppo i governi non si dimostrano mai a favore dei precari della scuola, continuando anzi a peggioranrne la situazione.
Oggi c'è stata anche una buona copertura mediatica, con fotoreporter di giornali e le telecamere di Ballarò (non so quando ci manderanno in onda...). La speranza è che si arrivi a non offrire solo elemosina a chi è rimasto senza posto di lavoro quest'anno (come stanno proponendo), ma si trovi qualche soluzione seria.
postato da: Vincyfed alle ore settembre 09, 2009 20:47 | Permalink | commenti (1)
categoria:scuola
domenica, 30 agosto 2009
Quando ieri sera Tiziana mi ha chiamato per comunicarmi che gli Oasis si erano sciolti proprio il
giorno prima del concerto di Milano per cui avevamo il biglietto non ci sono rimasto male. Ha
prevalso l'ironia e la presa in giro dei miei amici. Tornato a casa dalla Tizzy ancora non ero entrato
nello stato d'animo giusto.
Stamattina ascoltando alla radio l'inizio di All around the world, con la chitarra acustica che emerge
dai fruscii ho capito che gli Oasis si sono sciolti.
(What's the story) Morning Glory è stato l'unico spartito che io abbia comprato; avevo speso 36.000
lire per questo libretto senza avere neanche un gruppo con cui suonare e conoscendo solo un paio di
canzoni del disco.
Qualche tempo dopo ho comprato anche il cd, ordinandolo via posta. È stato il mio primo cd. Noel
Gallagher è stato il mio primo esempio di stile nel suonare la chitarra, anche se non avevo mai preso
in mano un'elettrica provavo ad andare dietro al cd con l'acustica e a rifare (malissimo) i fraseggi
che un po' erano accompagnamento e un po' assolo.
Don't look back in anger è stato il primo cd singolo che ho comprato, il singolo australiano di
Morning glory la cosa più rara che ho (ora la ha la Tizzy), fregata probabilmente a qualche pegliese
che se la era fatta arrivare da chissà dove. Definitely maybe è stato invece il primo cd “vecchio” che
compravo. Perchè se ti piace un gruppo bisogna conoscere anche quello che ha fatto prima che tu lo
conoscessi. Dopo un mesetto di ascolto continuo di Be here now, ho iniziato a sentire i difetti del
gruppo e dopo qualche mese li ho accantonati.
A giugno avevo comprato i biglietti per la data di Milano per poter vedere uno dei gruppi a cui,
comunque, devo di più... Così vanno le cose, grazie lo stesso fratelli Gallagher.
postato da: Vincyfed alle ore agosto 30, 2009 13:32 | Permalink | commenti
categoria:musica, riflessioni, concerti, cd